SUPER MATTO di Pizzo


LOCO PER UNA DONNA

Mi sveglio dopo un lungo sonno , ho non so quanti anni in piu rispetto all’ultima volta che vidi Catia .Catia ,Catia , Catia quante te ne ho fatte passare . Si pensa al passato quando si è vecchi è vero e se penso al mio mi viene in mente nient’altro che questa storia da raccontare.

C’era una volta un bocchino , e ci sono bocchini e bocchini . Questo di cui vi parlo me lo fece la mia amica Monica in cambio di un tatuaggio quando all’epoca tatuavo a casa.

“leccami le palle! leccami le palle!”

“cosi come sto facendo non ti basta?”

“zitta zozza! succhia !”

Ho conosciuto tante bocchinare ma nessuna batte Monica , per lei fare un bocchino è la cosa piu bella del mondo , ci mette passione , orgoglio e niente l’ho scelta apposta . E’ per questo che tradisco Catia, anche se un bocchino da certi punti di vista non può essere visto come un tradimento, comunque sia Catia non mi sbocchina piu ed io ho perso il gusto della sua poesia bocca e ingoio ,bocca e ingoio , bocca e ingoio.

Venni , fumai una sigaretta , poi una canna ed incominciai a tatuare Monica . Le disegnai addosso un cerbiatto ,poi postai le foto sui social.

“Ernesto mio perche non lasci Catia definitivamente?”

“ perche io la amo”

“ non ho pregiudizi sull’amore ma tu che intendi per esso?”

“è una questione di sensazione e di fiducia”

“che intendi?”

“dico che Catia mi da brividi di gioia che nessun essere al mondo mi da o mi ha mai dato ed in piu ho fiducia in lei che il mio amore sia corrisposto , sai si ama in due tutto il resto sono fissazioni della mente”

“se la ami cosi tanto perché vieni con me?”

“perche Catia ha perso il gusto di fare certe cose e cosi io mi ritrovo a volte a segarmi da solo al cesso perché lei vuole dormire , sai per me i bocchini sono davvero importanti e non ci voglio rinunciare all’età di 27 anni”

“sai quanto mi piace il tuo cazzone! neanche io sono disposta a rinunciarti”

“ mettiamo le cose in chiaro però Catia è Catia ed è il mio solo amor”

“se volevo amore mi facevo mettere in cinta e sfornavo un po di bambini”

“non c’ho mai pensato a questa storia dei bambini , mi hai dato un idea : riempirò d’amore Catia con una famiglia , cresceremo dei pupi e saremo cosparsi d’amore. Ciao Monica ci sentiamo presto.”

“ciao loco a presto”

Le foto dei miei tatuaggi fecero il giro del mondo tramite Facebook e tramite Instagram e finirono sullo smartphone di Irene , la mia stalker.

Irene era una giovane ragazza parecchio bruttina che si innamorò di me . Mi si voleva scopare ad ogni costo. Ed era gelosa cosi che riconobbe Monica dalla foto del tatuaggio del cerbiatto e la matta mandò un messaggio a Catia facendole credere che me la facevo con Monica. Il che era vero ma sono comunque affari che non la riguardavano.

Un giorno mi arrivò una lettera in formato anonimo da una certa Irene che diceva cosi:

ciao Ernesto io sono Irene . Ti ho scoperto su instagram e sono riuscita anche a sapere dove abiti . Sappi che ti amo . Sto in fissa per i tuoi disegni ed in piu ti scoperei dalla mattina alla sera . Non ti mostro una mia foto perché mi considero un mostro in foto ma dal vivo saprei come farti eccitare. Tua per sempre Irene.

Diedi uno sguardo ai miei follower ma non c’era nessuna Irene. Mi misi l’anima in pace e non la cercai piu.

Catia arrivò furibonda nel mio appartamento , il messaggio di Irene l’aveva scossa.

“brutto stronzo adesso ti scopi le tue clienti?”

“chi ti ha detto una cosa del genere?”

“mi è arrivato il messaggio di una certa Irene, ti scopi anche lei?”

“non mi scopo proprio nessuna, non ti tradirei mai . Andiamo a cena fuori stasera , ho una sorpresa per te”

“ sai che mi piacciono le sorprese . Dovrà essere qualcosa di veramente bello per farti perdonare”

“vedrai che sorpresa vedrai “

Ero pazzo lo so seppur con dei dubbi sull’affidabilità sessuale di Catia avevo comprato un anello per domandarle se mi accettava in matrimonio .

Volevo sposarla e avere dei figli con lei.

IO , LA SPOSA ED IL NEMICO

Io e Catia ci dirigemmo sulla mia alfa romeo 147 in direzione “osteria Lino e soci”.

Ci mettemmo al tavolo accompagnati dal capo Osteria Lino.

“Belli mia oggi siete proprio eleganti , sono contento di avervi tra noi”

“Grazie Lino , io e Catia dobbiamo festeggiare questa sera quindi vorremmo un menù speciale”

“Sono qui apposta, al menù ci penso io voi godetevi la vostra serata . A dopo.”

Guardai Catia prima negli occhi e poi nella sua scollatura . Era graziosa , non me la meritavo forse ma era tutto ciò che desiderassi e che desidero ancora ma questo è un altro discorso.

Postammo le foto sui social della nostra cena e indovinate? Fummo raggiunti da Irene che io all’epoca non conoscevo visivamente e che si sedè al tavolo vicino al nostro.

La cena proseguì , ci portarono come antipasto la camicia ripiena e degli affettati con dei formaggi , per primo pappardelle al ragù di cinghiale e per secondo patate al forno con polpette fritte . Che bontà.

“Catia sei pronta per la sorpresa ? “

“si ti prego dimmi che cos’è!”

“Catia sono un po emozionato ma devo dirtelo”

“cosa”

“mi vuoi sposare?”

Tirai fuori il brillocco, l’anello, e ? Catia urlò di si .Tutto il ristorante ci applaudì tranne una persona (avete capito di chi sto parlando).

Lino arrivò di corsa.

“belli mia quanto sono contento , so felice che avete scelto il mio ristorante per questo momento storico della vostra vita. So felice”

“non c’è posto migliore di questo e diciamo che l’effetto sorpresa in un’osteria l’ho studiato apposta”

“che matto che sei amore mio “

Lino mi offri un limoncello fatto in casa , un’intera boccia che bevvi senza pensarci su troppo.

Notai che al tavolo accanto una persona , un mostro di ragazza tutta sola continuava a ordinare bottiglie di vino.

Ora tutti noi sappiamo che quella ragazza era Irene che alla mia proposta di matrimonio reagì con una sbornia.Irene quella sera ebbe un’incidente con la macchina . Si schiantò contro un secchio dell’immondizia , venne soccorsa e portata in ospedale.

Io e Catia tornammo a casa sani e salvi e con una promessa di vita insieme. La baciai come neanche al primo appuntamento poi le alzai il vestitino e le tirai giù le mutandine . Quanto mi attizzava neanche Dio lo sa. La lanciai sul letto , le montai sopra e le venni dentro.

Il paradiso in terra . Nient’altro da aggiungere.

ROCKY CHI?

Ero felicissimo , Catia aveva detto si . Non l’avrei piu tradita. Avevo fatto tutto in modo molto veloce e avevo bisogno di interagire con qualcuno che non mi vedesse solo come un cazzo da succhiare.Andai in palestra , nella mia palestra di kikboxing e subito raccontai l’accaduto al mio coach Silvano e ai miei compagni Giuliano e Riccardo.

“coach come va? “

“sei ancora vestito , perche non ti cambi?”

“ti devo raccontare una cosa”

“che hai combinato? Mi devo preoccupare?Dimmi che non hai fatto cazzate”

“ mi sposo con Catia”

“ sei un coglione”

“ma come?”

“sei un coglione e pure un bastardo se devo dirla tutta. Quella poverina porta un cesto di corna che neanche se lo immagina”

“a quelle c’è rimedio . Non la tradirò più”

“menti a te stesso e ne sei consapevole”

Intervennero Giuliano e Riccardo

“abbiamo sentito tutto”

“c’hai due coglioni cosi ! che pazzia il matrimonio!”

“siete d’accordo con me ragazzi? Andiamo a festeggiare?”

Ci interruppe coach Silvano

“ prima gli allenamenti poi cazzeggiate con quelle teste matte che vi ritrovate”

Ci allenammo un po distratti consci della serata alcolica che ci spettava di diritto.

FIGA CE N’E’

“Amici miei dove mi portate?”

“ io vorrei andare al Qube”

“Caro Ernesto , Giuliano pensa sempre a scopare”

“ perche che c’è al Qube ?”

“ la serata FIGA CE N’E’ “

“ora capisco e bravo Giuliano. ti piace proprio la sorca è ? Andiamo!”

Passammo al primo bangla-market aperto e comprammo gin , lemon e birre. Santi bangla-market.

Ci incominciammo a benzinare davanti a un baretto cinese nei pressi del Qube.

Ci passavano davanti sorche di tutti i tipi che un po sostenevano lo sguardo se le guardavo ed un po mi mandavano a fanculo .

Entrammo non senza polemiche con i buttafuori che non volevano far entrare Giuliano perché rasato .

Alla fine entrammo grazie a una conoscenza di Riccardo li all’entrata.

Robe da pazzi le luci , la musica , le donne tutte insieme in un connubio di Dio solo sa quale fattura .

Ero già brillo appena entrato quindi decisi di smorzare l’eccitamento girandomene una .

Mi feci una canna e salii sul cubo accanto alla cubista poi scesi su ordine del buttafuori.

Avevo deciso di alzarmi qualche soldo quella sera portandomi dell’erba in più da vendere.

Presto detto divenni il pusher ufficiale del Qube.

Vari soggetti mi chiesero l’erba ma ad un certo punto come in un’apparizione mi venne incontro Silvia dai capelli fucsia.

“ciao , disturbo?”

“ ciao , no . Dimmi tutto “

“so che hai dell’erba . Ce ne hai per me?”

“l’ho praticamente finita. Mi restano tre canne , se vuoi ce le fumiamo insieme.”

“ok da paura. Come ti chiami ?”

“Ernesto “

“che nome strano “

“ mi chiamo cosi in onore di Ernest Hemingway”

“fico fico io comunque sono Silvia . Il mio ragazzo è li sopra che suona . E’ lui che gestisce questa serata”

“meglio su che giu”

“che intendi ?”

“meglio che sta li sopra a suonare cosi che noi possiamo parlare un po in pace”

“sei simpatico “

“grazie . Te a primo acchito sei piacevole. Sembri una ragazza dolce”

“ quanti bei complimenti , ma non è che mi vuoi rimorchiare? Ti ho appena detto che sono fidanzata”

“beh anche io sono fidanzato eppure sto qua. Anzi ti devo dire che sono venuto qui con i miei amici per festeggiare una proposta di matrimonio andata a buon fine “

“ah si ?”

Il dj , il coglione mise una canzone che avevo sentito nel film di Tarantino “PULP FICTION” cosi invitai Silvia a ballare , le passai una canna , le offrii da bere due negroni e in un men che non si dica stavo baciandomela con le mie mani nelle sue mutandine. Che bello . Quella Silvia me lo fece venire proprio duro quella sera.

Silvia mi tastò piu volte il pacco , mi baciò e mi portò nel bagno delle donne dove mi mise a sedere su di un cesso e mi montò sopra. Venni subito nonostante l’alcool. Silvia era uno schianto , la ragazza che vorremmo tutti vedere in televisione per farci le seghe appena possibile.

Fatalità volle che quella sera al Qube c’era anche Irene che mi riprese col cellulare mentre mi baciavo con Silvia in mezzo alla pista.

Io e Silvia ci lasciammo senza neanche scambiarci i numeri di telefono tanto mi disse che se l’avessi voluta cercare è al Qube che l’avrei trovata.

IL GIORNO DOPO LA NOTTE PRIMA

Il giorno dopo la notte prima è sempre tremendo ma penso che non si smette mai di essere giovani fin quando la notte prima del giorno dopo varrà sempre di più.

Quel giorno avevo dei postumi tremendi e decisi di non tatuare. Annullai gli appuntamenti.

Per riprendermi dalla serata alcolica bevvi birra , non bisognava mai smettere di bere altrimenti avrebbero preso la meglio i sensi di colpa ed i grovigli di pensieri.

Mi feci una canna dopo pranzo e misi a letto con Bob Marley pompato nelle casse.

Mi arrivò un messaggio su instagram da un profilo anonimo . C’era la foto di me e Silvia mentre ci baciavamo con su scritto dammi mille euro per il mio silenzio.

Ad una certa tutte le vibrazioni positive di Bob cedettero il passo alle paranoie .

Chi era quella persona che mi stava minacciando ?

Che voleva da me?

Non sapevo che fare cosi presi una birra, poi due bottiglie di vino e presi una sbornia pazzesca .Mi venne da piangere e mi addormentai come un salame.

ANCORA NON CI SIETE ARRIVATI

La sera quando mi svegliai chiamai subito Antonio ,un mio amico, che mi disse di non rompere i coglioni e di rivolgermi alla polizia .

Io non gli diedi ascolto contattai il mio carnefice su instagram dicendogli che avevo pronti i soldi e che ero pronto per l’incontro.

MONOLOGO DI UNA MATTA

Oh che bello finalmente a quel pischello lo incontro di persona

certo chiedergli mille euro

non è da persona per bene

ma appena lo vedrò gli dirò

che da lui voglio solo il suo pene

che sia ben fornito o no

poco mi interessa

che me ne faccio di mille euro

quando per una notte posso esse

na principessa

tra le principesse?

GRAN FINALE

Ci incontrammo al Qube . Riconobbi Irene, cosi si chiamava quella troia, da un vestino rosa e da un cappello giallo fosforescente . Oltre che cessa non si sapeva neanche vestire.

Più che minacciosa era eccitata .

“Ernesto, avrei voluto incontrarti in un altro modo ma non me ne hai dato l’occasione, ti volevo dire che non voglio più i mille euro da te ma solo che tu sia carino con me per una sera”.

Mi si voleva scopare quell’obbrobrio di ragazza cessa, aveva acchitato tutto solo per finire nel mio letto.

“bene anche perche mille euro non ce l’ho meglio cosi “

“posso avvicinarmi?”

“ Fai pure”

“ hai proprio dei bei addominali . te li tocco “

La lasciai strusciarsi e bagnarsi tutta ma avevo già in mente la mia vendetta.

“ posso farti un bocchino nel bagno delle donne?”

“ No , faremo tutto a casa mia che è meglio “

“ si mi piace questa idea. Voglio proprio salire su casa tua”

“ Si anche io non vedo l’ora”

“ mi ecciti Ernesto dammi un bacio”

La baciai con freddezza, la presi per mano e me la portai sopra il palco .

Poi ?

Poi devo aver visto troppi film perché le diedi un frontal kik e la feci volare sulla folla.

Capii subito che avevo esagerato.

“te la farò pagare bastardo!”

Irene prese il cellulare e mandò la mia foto incriminante a Catia.

Io me ne accorsi , scesi dal palco e tentai di strangolarla.

“muori lurida “

Non feci in tempo a pronunciare queste parole che intervennero i buttafuori che mi picchiarono e chiamarono la polizia.

Venni accusato e schiaffato al gabbio con l’accusa di tentato omicidio.

Catia , la mia amata Catia vide la foto di me e Silvia non riuscì a tenere botta e si suicidò.

Ero disperato , stavo in carcere e la mia amata Catia si era tolta la vita .

Sapevo che i suicidi avevano uno speciale girone infernale oltre la morte cosi rimediai un coltello in carcere e feci harakiri . Mi uccisi.

Morì per suicidio pure Irene ma in fondo sti cazzi.

DOVE SONO

Dormo , mi sveglio e racconto . Non c’è Catia qui con me.

Non c’è nessuno.

Però io racconto all’infinito sempre questa storia .

Sto nel girone infernale dei cantastorie maledetti.

Non c’è anima viva qui da me .

Vorrei tanto vedere Catia e invece sono costretto a subire questa tortura.

Racconto , racconto , racconto , racconto , racconto , racconto ecc.

FINE.

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